Curiosità Culinarie

Nell’antica Grecia  si mangiava poca carne, per lo più veniva utilizzata nei sacrifici agli Dei, eseguiti secondo regole precise: gli animali venivano dissanguati e  le loro interiora, fegato, polmoni, cuore, reni e milza venivano subito arrostite allo spiedo, senza sale e mangiate sul posto. Il resto dell’animale veniva disossato e le ossa calcinate, mentre la carne veniva bollita, distribuita tra i partecipanti e consumata anche in seguito. Agli Dei andavano i fumi della calcinazione delle ossa, gli aromi e gli odori delle frattaglie arrostite.

Sulle sponde del Mediterraneo fino al tardo Medioevo non si consumava il burro: era conosciuto, ma al tempo dei Romani veniva considerato un cosmetico ed usato al massimo come unguento. Si racconta che ai soldati di Cesare fossero stati offerti  in Gallia  degli asparagi cotti nel burro e che venissero rifiutati con un certo sdegno.  Solo  in età moderna il burro entrò nella preparazione delle salse, mentre nel Nordeuropa costituiva oggetto di commercio già nel XII secolo da parte dei Danesi e degli Scandinavi meridionali che per la sua  conservazione lo salavano.

Durante la seconda guerra mondiale, l’olio scarseggiava fuori dal mercato nero, mentre era abbastanza facile trovare il latte, che allora veniva venduto anche sfuso, ma sopratutto intero. Nelle case ci si era attrezzati per estrarne il burro sbattendolo all’interno di un fiasco.

Secondo Cesare gli Svevi (Suebi) si nutrivano principalmente di latte  e carne ovina, ma praticavano molto la caccia. Il frumento o altri cereali venivano coltivati sopratutto per ottenere la loro bevanda, la birra. Davano libero accesso ai mercanti ma più che per acquistare, per vendere loro le prede di guerra: era proibito nel modo più assoluto l’importazione di vino, perchè ritenevano che rendesse gli uomini meno resitenti alle fatiche e ne infiacchisse gli animi (remollescere homines atque effeminari).

I Britanni secondo Cesare allevavano lepri, galline e oche ma solo per divertimento, in quanto non se ne cibavano per motivi religiosi. In guerra si coloravano il viso di blu con il guado per essere più terrificanti. In comune con altri popoli del nord dell’Europa, Galli e Germani, non avendo un clima adatto per ottenere il sale dalle saline, usavano gettare l’acqua di mare sui carboni ardenti che poi, da freddi, raschiavano, ottenendo così un sale nero. A questo scopo veniva impiegato legno specialmente  di quercia o nocciolo.

Sono abbastanza noti i prodotti arrivati in Europa dal continente americano, patate, pomidoro, peperoni, mais, fagioli, zucchini, cacao, girasole, tabacco, ma molti furono anche i prodotti portati nelle Americhe dall’Europa: animali vivi, cavalli, bovini, maiali, pecore, capre, galline e asini, e vegetali come grano, canna da zucchero, cotone, vite e olivo. E’ difficile oggi immaginare i problemi che doveva affrontare chi preparava il cibo, prima della disponibilità degli alimenti conseguenti la scoperta delle America che fu veramente il principio della globalizzazione.

 

Bibliografia

Cesare  De bello gallico IV e V

Plinio Historia naturalis  XXXI,40, 83

Rebora, La civltà della forchetta

T.Iannellii, L’alimentazione in Magna Grecia, in www.beniculturali.it

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