Cote affilatoria e suo alloggiamento (portacote)

MATERIALE: pietra arenaria e corno bovino
DIMENSIONI: 12 cm (cote), 18 cm (portacote)
PROVENIENZA: campagna senese
DATAZIONE:
PROPRIETARIO: ISCUM

Attrezzo impiegato per affilare falcetti e falci fienaie. Consiste di due pezzi: la pietra affilatoria e il contenitore della stessa che veniva riempito d’acqua. In questo caso il corno è troncato all’apice e chiuso con un tappo, ma spesso è intero.
Il modo d’impiego è quello usato a S. Cosimo di Struppa (Genova): l’imboccatura del corno presentava due fori attraverso i quali passava un tratto di corda per poterlo cingere in vita, contenente la cote immersa nell’acqua. La troncatura all’apice si può ipotizzare fatta per evitare ferimenti accidentali dato che spesso sull’Appennino chi l’usava operava in condizioni precarie di stabilità.
In dialetto genovese era indicata come cûe

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