Soffietto

MATERIALE: Misto, legno ferro e/o rame e pelle
DIMENSIONI:
PROVENIENZA: Contado fiorentino
DATAZIONE: sec. 19.-20.
PROPRIETARIO: ISCUM

Serviva per soffiare la polvere di zolfo sulle piante di vite.
I tubi sono stati piegati con la sabbia (cioè dopo essere stati riempiti con la sabbia e tappate le due estremità, per impedire la loro rottura). Dal mantice escono due flussi d’aria, uno centrale dalla faccia opposta a quella da dove aspira, l’altro, frontale. Quest’ultimo entra nel contenitore dello zolfo in direzione non centrale rispetto al contenitore della polvere, in modo da creare in essa un vortice nella polvere; l’altro getto d’aria contribuisce con il primo a spingere la polvere fuori attraverso un ugello in direzione frontale. Prima di uscire, la polvere passa attraverso una griglia per trattenere eventuali grumi. Sul lato opposto al contenitore, nel mantice, si trova una valvola per l’aspirazione, costituita da una lamina in pelle che si apre aspirando e si chiude soffiando. Sul contenitore della polvere si poneva un tappo che qui manca. Lo zolfo fu indicato il 10 Settembre 1851 dalla Reale Accademia di Agricoltura di Torino come rimedio contro l’oidio, malattia della vite che, provenendo dalle Americhe, attraverso l’Inghilterra e la Francia, era comparsa in Piemonte nello stesso anno.

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