Fuselli

MATERIALE: legno
PROVENIENZA: sconosciuta
DATAZIONE: in uso a partire dal 16. sec.
MISURE:
PROPRIETARIO: ISCUM

I fuselli sono attrezzi, di forma affusolata, lavorati al tornio, usati per tessere merletti e pizzi al
tombolo. Generalmente di lunghezza fra i 4 e i 16 cm a una o due teste sulle quali viene avvolto
e legato il filo. Incrociando e ruotando i fuselli fra loro, seguendo i punti base della lavorazione si
ottiene il ricamo. Ne esistono di forma varia in base agli usi (seta, cotone, lino, fili d’oro e d’argento)
e alle tradizioni locali (merletti o macramè). I tipi di legno più usati per la fabbricazione di fuselli,
sono il carpino e il bosso, ma adesso vengono fatti anche d’ulivo e di faggio. Nel tempo hanno
subito piccoli cambiamenti nella forma e nel materiale. Inizialmente erano dei piccoli pesi di
piombo che servivano a tendere il metallo o i grossi filati per intrecciare galloni e passamanerie
che venivano realizzati su telai. Poi con il passare del tempo è cambiato il supporto, dal telaio al
cuscino, i fuselli sono aumentati di numero e i filati essendo più sottili (seta, cotone, lino, fili d’oro e
d’argento) hanno richiesto dei fuselli più leggeri: vennero così prodotti fuselli in osso e in legno.
In Liguria venivano chiamati “caviglie”. Il merletto a fuselli, detto in Liguria pizzo al tombolo, è un
fine lavoro artigianale tramandato per generazioni da madre in figlia: l’esecuzione del lavoro
avviene mediante l’intreccio di fili avvolti attorno a fuselli di legno.
Le origini del merletto a fuselli sono incerte, i primi manoscritti sull’argomento risalgono al 1400,
tecnica diffusasi dall’Italia in tutta Europa
Le merlettaie genovesi, ed in particolare quelle di S. Margherita Ligure, erano considerate fra le più
abili e veloci ed i loro lavori venivano spediti in tutto il mondo. Genova, nel 1700 e nel 1800,
divenne famosa soprattutto per il punto Genova, composto da rosoni, ricchissimi di armellette,
foglioline a punto stuoia, che pare siano state inventate proprio dalle merlettaie liguri; le operaie
sammargheritesi, si specializzarono soprattutto nel merletto chiamato a filo continuo

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