Segni sul legname

Un interessante post di Josep FORNS Bardaji sul trasporto dei legnami

da cui:

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Marca de picador de troncs amb l’orifici a l’extrem, per facilitar l’arrossegament des del bosc i per al transport amb els rais (fotografia Josep Forns Bardají)

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Marca de picador de troncs (fotografia Josep Forns Bardají)

Pomeriggio di terra cruda a Novi

Questi gli ingredienti:
un libro che vuole essere un sasso nello stagno del problema della conservazione degli edifici in terra cruda,
un pubblico agguerrito di tecnici che si confrontano quotidianamente con il rispetto della normativa,
tecnici comunali che portano avanti da anni il tema.
Questi gli esiti:
più informazione
più provocazione
e un tavolo di confronto in programma per l’autunno

Per altre info:
http://www.comunenoviligure.gov.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=5185

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La Frascheta e le costruzioni in terra battuta

Si è tornato a parlare della Frascheta e delle Costruzioni in terra battuta nel Convegno tenuto il 5 dicembre scorso nell’Auditorio del Marengo Museum in Spinetta Marengo (AL). A volerlo e ad organizzarlo sono stati i geometri: Franco Castiglione, Presidente dell’Associazione Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Alessandria e Roberto Moncalvo per il Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati di Alessandria.

L’idea di proporre un Convegno sulla terra cruda è sorta dall’utilizzo improprio del termine “Trunera” che da qualche anno ha sostituito quello di “Costruzioni in Terra” o “Cà d’tèra”, per usare il termine dialettale, ma è andato ben oltre riproponendo un corretto approccio al paesaggio, agli edifici storici e ai nuovi sistemi costruttivi con la terra cruda.

 

Sicuramente si può affermare che i primi trattati sulle costruzioni di terra cruda della “Frascheta” non riportano un nome che identifichi gli edifici di argilla. Nel 1914 A. Lorenzi attirò l’attenzione dei geografi sulle case di terra piemontesi: “tipo dei cassinotti d’argilla della Fraschevera”; nel 1935 A. Coppa Patrini scriveva: “ Costruzioni edilizie di terra battuta nel territorio della Frascheta (Al)”; nel 1958 Baldacci indicava: “vasta zona di impiego dell’argilla cruda nel bacino padano in provincia di Alessandria. Nella zona di Alessandria il mattone crudo dicesi tru o tro (Castellazzo B.) con varianti cru (Suardi). Nel 1975 Pietro Barozzi scriveva “Le Trunere della Frascheta” nella piana di Alessandria dando inizio così ad un nuovo modo di denominare gli edifici in terra cruda, unificando sotto lo stesso nome due diversi sistemi costruttivi: il mattone crudo e la terra pressata nella cassaforma. Dal Duemila i politici locali hanno prevalentemente usato il termine Trunera anziché case di terra. Si contano nell’archivio storico del giornale Il Piccolo di Alessandria 60 articoli contenenti quel termine dal 2002 ad oggi.

 

A fine Convegno Luigi Timo, che da ragazzo ha lavorato in fornace a costruire mattoni ed è esperto della lingua dialettale alessandrina, ha ricordato che chi fabbricava mattoni era chiamato il “trunero” e sua moglie la “trunera”…..

 

Il paesaggio della “Frascheta” è stato esaminato da vari punti di vista: archeologico, storico, geografico, urbanistico ed economico dall’Architetto Clementina Dellacasa; sono stati messi in rilievo i punti focali degli eventi che dai primi abitatori ai centri industriali di oggi hanno trasformato il territorio. Un progettista attento dovrebbe avere la sensibilità di tenere presente l’insieme di tutti i punti di vista, cosa che fino ad oggi non sempre è stato fatto.

 

Le case di terra battuta sono il risultato di una normale usanza di utilizzare il terreno per costruire dei ripari già dal Neolitico; così come tutte le popolazioni che si sono susseguite potrebbero aver portato tale tecnica costruttiva: Marici, Romani, Monaci Cistercensi, Spagnoli e forse anche Saraceni.

 

Le prime testimonianze datate di edifici in terra cruda risalgono al Medioevo, così ha documentato l’Architetto Rosa Maddalena Pagella, fino a giungere all’Ottocento con la maggior costruzione di edifici aventi forme e destinazioni d’uso differenziate: Cascinotto, Casa, Cascina, Villa, Scuola, Chiesa, Campo Santo, Scuola. La terra cruda come materiale da costruzione è stata usata in ogni Continente e in ogni epoca storica fin dai tempi più antichi, come testimoniano molti edifici giunti fino a noi; sia il mattone crudo che la terra pressata ci accomuna ad altri paesi dove ancora oggi si usa la terra per costruire. Purtroppo negli ultimi venti anni numerosi interventi sugli edifici esistenti sono stati più distruttivi che conservativi . Questa problematica è stata precisata dall’Architetto Pier Luigi Prati che ha ricordato anche le peculiari caratteristiche tecnologiche dell’uso della terra sia del passato sia del presente, che come professionista, ha messo in pratica in una costruzione sita nel Camposanto di Mandrogne, dove sono stati utilizzati pannelli di terra precompressa con sistemi meccanici e con rifiniture in mattoni di terra pressata.

 

L’Architetto Daniela Demartini ha evidenziato le caratteristiche della terra cruda come materiale da costruzione: è un materiale naturale quindi dal costo di trasporto quasi inesistente; facilmente lavorabile senza emissioni di sostanze inquinanti; presenta un elevato comfort termico; favorisce un elevato isolamento acustico; la traspirabilità della terra cruda agevola l’azione regolatrice dell’umidità interna; è di facile smaltimento; la lavorazione della terra cruda non presenta alcun tipo di rischio per la salute. Per questi motivi può essere utilizzata per migliorare edifici esistenti facendo uso di pannelli, pavimenti , intonaci realizzati in argilla ma anche realizzando edifici moderni come sta facendo Martin Rauch in Austria ma anche altrove e qui nella Frascheta ha costruito le pareti della Cantina La Raia a Novi Ligure.

Le caratteristiche fisiche e meccaniche dell’argilla sono state illustrate dall’Architetto Silvia Fasolo che partendo da semplici esperimenti ha esplicitato come l’argilla, o meglio le argille, possono essere esaminate e quindi sottostanno a calcoli precisi.

 

RMP

Il vocabolario della carpenteria lignea

Si è svolta il 19 dicembre 2013 una giornata di studi molto interessante, sul lessico tecnico della carpenteria lignea come emerge dai documenti scritti e dallo studio della realtà materiale.

La partecipazione di studiosi di diverse discipline e diverse provenienze geografiche ha contribuito a delineare un quadro complesso e intrigante.

termini e disegno

ARCHIVIO DI STATO DI GENOVA
NOTAI ANTICHI 3960 GIULIO ROMAIRONE
PROMISSIO FABRICE DEL 27 MARZO 1609
DOMUS RURIS SITA IN VILLA BACHERNIAE CASTELLETTI
MAGISTER HENRICUS MERISANUS Q ANDREAE MR ANTELLAMMI
PROPRIETA’ Q MAGNIFICO JO BAPTA BARGALIUS

Le vocabulaire de la charpente
Journée d’étude organisée en collaboration avec le groupe de recherche LIGNA « Les charpentes méditerranéennes »
19 décembre 2013
9 h 30 Allocution de bienvenue (Nicolas Marty, Professeur d’Histoire contemporaine, Directeur du CRHiSM – EA 2984 et Doyen de la Faculté de LSH).
Et
Présentation de la journée et introduction (Caroline de Barrau, Université de Perpignan Via Domitia, CRHiSM- EA 2984).
10 h 00
Philippe BERNARDI (Directeur de recherche, CNRS, LAMOP Paris I – UMR 8589, Directeur de Ligna) et Emilien BOUTICOURT (LAMOP Paris I – UMR 8589).
Carton, costiera et symas. Les apports d’une base de données à l’appréhension du vocabulaire de la charpente provençale.
10 h 45 : Pause
11 h 00
Antoni CONEJO et Jacobo VIDAL (Université de Barcelone-Ligna.cat).
« Obrat de bigues, ab taula de simal, bogets i fasquions del dit llistó». Apreciacions lingüístiques entorn als sostres de fusta de l’àrea catalanoaragonesa.
11 h 45
Aymat CATAFAU (Université de Perpignan Via Domitia, CRHISM- EA 2984).
Un contrat de travaux en menuiserie et charpente à l’église du monastère de Saint-Genis-des- Fontaines en 1532. Problèmes de traduction, d’interprétation et d’identification.
12 h 30 : Repas
14 h 30
Anna BOATO (Professeur à la Faculté d’architecture de l’Université de Gênes) et Anna DECRI (Istituto di Storia della Cultura Materiale di Genova).
Lessico delle strutture lignee genovesi descritte nei documenti notarili (XIII-XIX secolo).
15 h 15 : Table ronde et discussions autour des communications de la journée.
***
Le projet de recherche ARQUIMESA – Textes et documents d’histoire et de civilisation de l’Occident méditerranéen de l’émergence des langues romanes aux sociétés industrielles – a été initié en 2011 et développé au sein du laboratoire CRHiSM (EA 2984), membre de l’Institut des Méditerranées (IDM FED 4164) de l’Université de Perpignan Via Domitia. Une première journée d’étude, le 6 décembre 2012, a été consacrée aux Livres de raisons d’artistes et correspondances de sculpteurs au XVIIIe siècle (publication en cours).
Pour la deuxième journée, la thématique retenue est : Le vocabulaire de la charpente. Le choix de traiter du matériau bois et de sa mise en œuvre se justifie face à un constat clair : celui d’un paradoxe entre l’importance et l’omniprésence du matériau à l’époque médiévale et moderne et le peu d’études de références qu’on lui a consacrées. La question de la charpente, en comparaison avec le couvrement de pierre, est un thème qui a été très peu abordé. Le terme même de charpente a un sens assez large : il recouvre aussi bien le couvrement (charpente de toit), que les planchers (souvent analysés sous l’angle de leur décor). De multiples questions se posent sur les métiers, les outils, le travail, la mise en œuvre, les essences de bois utilisées etc., dans les domaines de l’histoire, de l’histoire de l’art et de l’archéologie. Les archives – en particulier – l’édition critique des textes spécifiques concernant les zones occidentales de la méditerranée (Italie, Provence, Catalogne, Languedoc), peuvent contribuer à approfondir notre connaissance du sujet. C’est plus précisément la question du vocabulaire de la charpente qui a été retenue afin d’être développée et discutée. Cette journée se fera donc en partenariat avec le groupe de recherche LIGNA sur « Les charpentes méditerranéennes » (sous la direction de Philippe Bernardi).

da leggere

da leggere

Un manuale teorico-pratico per la costruzione in terra cruda. Aspetti scientifici e tecnici del materiale edilizio piu’ antico del pianeta

Una citazione

”La fabbricazione colla sola terra
senz’altri materiali, né altro cemento,
vale a dire senza pietra e calcina,
consiste unicamente nella mano
d’opera, ed è presso a poco una
imitazione perfetta della natura”
(Giuseppe Del Rosso, “Delle fabbriche di terra”, 1793)

Sopralluogo nelle case di terra cruda del Novese

Oggi un gruppo di ricercatori ISCUM, accompagnato da studiosi locali, ha visitato alcune cascine e palazzi costruiti in terra cruda battuta (pisé) nel comune di Novi Ligure (AL).

Nelle foto, alcuni esempi di costruzioni edificate con questa tecnica già nota agli antichi romani; nel Novese buona parte degli edifici fabbricati tra il XVIII secolo e l’inizio del XX secolo sono riconducibili a questa tecnologia.